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“VISIBILE (INVISIBILE)”: CONSIDERAZIONI FINALI

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COMUNICATO STAMPA
Villaverla, 21 luglio 2003


“VISIBILE (INVISIBILE)”: CONSIDERAZIONI FINALI
di Giuseppe Pesavento (assessore alla cultura del Comune di Villaverla)


Si è da poco conclusa la stagione culturale organizzata dall’associazione Artémis di Vicenza per Villa Ghellini, su incarico dell’assessorato alla cultura del comune di Villaverla. La rassegna di quest’anno ha avuto come filo conduttore il tema “Visibile - invisibile”, esplorato attraverso i linguaggi espressivi più diversi: cinema, videoarte, teatro, danza, musica, recitazione, pittura, fotografia, incisione, scultura. Alcune iniziative sono state rivolte anche ai bambini, come i laboratori di aquiloni e di pittura collettiva, e il fiabesco spettacolo di teatro di figura. Non sono mancati momenti dedicati al dibattito, alla riflessione e all’esposizione teorica.
La prima considerazione riguarda Villa Ghellini, che si è dimostrata anche quest’anno un’ambientazione straordinaria per le proposte di Artémis. La villa ha continuato a stupire: spazi, angolature, prospettive sono stati ampiamente valorizzati da un programma sapientemente studiato e collocato nei luoghi più indicati, tanto che quelli che ad un occhio poco allenato potevano sembrare difetti, sono diventati i veri e propri pregi di questo magica ed antica architettura. Durante l’esposizione collettiva del 21 e 22 giugno, ha colpito la profonda simbiosi tra alcune opere e le sfumature e i giochi di colore delle pareti, generati dall’usura del tempo o dalla lunga esposizione alle intemperie. Altre volte l’attenzione è stata catturata dal contrasto tra alcune testimonianze artistiche, estremamente raffinate ed eleganti, ed il carattere di scarnificata essenzialità degli ambienti, oppure ancora dal suggestivo incontro di linguaggi espressivi contemporanei con architetture classiche.
Un secondo ambito di considerazione riguarda i contenuti del programma. Artémis è un’associazione culturale sorretta dal desiderio di esplorare le potenzialità dei vari linguaggi espressivi e di tener conto delle sollecitazioni che si possono cogliere dal confronto e dallo scambio.
La rassegna, che si è sviluppata da maggio a luglio, si è in gran parte articolata attraverso l’auto-produzione di eventi sostenuti da uno spirito di ricerca: sono un esempio la Soirée Satie, dedicata al compositore Erik Satie, l’esecuzione delle cui musiche è stata integrata dalla visione di frammenti di film degli anni ’20, o l’happening di musica, danza e video dedicato a John Cage e Merce Cunningham. E come dimenticare poi l’evento culminante della rassegna: A perdita d’occhio ci ha regalato esposizioni, installazioni e performance di una trentina di artisti, ispirati, tra l’altro, dal contesto incantato della villa. Il programma ha compreso inoltre gli appuntamenti settimanali con il cinema d’autore, sempre preceduti da presentazioni estremamente insolite e creative e sostenuti alla conclusione dal dibattito.
Si è trattato di un programma molto valido, capace di richiamare un vasto pubblico e di collocare la notorietà di Villa Ghellini ben al di fuori dei confini di Villaverla, mettendo così in luce le forti potenzialità della villa stessa quale spazio d’arte.
Le iniziative presentate hanno richiamato un pubblico giovane, che di solito non si vede alle manifestazioni organizzate dal comune. Ciò fa ben sperare per il futuro e induce a perseguire il cammino intrapreso, nella speranza che anche lo spettatore meno abituato possa un po’ alla volta familiarizzare con iniziative inconsuete ma notevoli per la crescita culturale della comunità.
L’esperienza di Artémis in Villa Ghellini può essere infine confrontata con iniziative simili presenti in ambito provinciale e non solo, come ad esempio l’avventura di Azioni inClementi di Malo, organizzata dall’associazione AtoZ, e che aprirà i battenti nel mese di agosto. L’originalità della proposta di Artémis risiede tutta nell’impiego di forze creative locali: persone capaci di riflettere in vario modo e con esiti diversi sulle trasformazioni in atto nella cultura e società contemporanee, e, perché no, di suggerire delle soluzioni insolite alla crescente necessità di un discorso culturale non standardizzato.


Riferimento: Medialab, agenzia di comunicazione
url medialabsrl.com

 

Comune di Villaverla , 21/07/2003
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