Villaverla
– Nel ricco e vario panorama dell’associazionismo e del volontariato
del Nordest, che conosce nel Vicentino una delle sue vette più
significative, si distingue il caso di Villaverla: Comune di piccole dimensioni,
ma capace di ospitare ben 40 associazioni no profit. Ma soprattutto la
Fondazione Filippi, ente morale riconosciuto dalla Regione Veneto fin
dal 1974. Il neo-presidente della Fondazione, Aldo Natale, ne illustra
le linee guida.
Dottor Natale, in trent’anni di attività come è
evoluto l’assetto dell’ente?
Quando, all’inizio degli anni ’60, la signorina Filippi dettò
il testamento pubblico che gettava le basi per l’istituzione della
Fondazione, dotandola delle rendite derivanti dalla locazione di un patrimonio
immobiliare di 35 appartamenti, la situazione assistenziale era diversa
da quella attuale: scopo dell’ente sarebbe stato quello di aiutare
i bisognosi, in particolare i minori e gli anziani, del Comune di Villaverla.
Oggi, la legislazione ha fatto passi avanti, e, a diversi livelli, le
istituzioni nazionali e locali assicurano una rete di protezione e di
interventi maggiore. Pur nella continuità con il mandato iniziale,
è naturale che l’azione dell’ente si sia adattata:
anziché duplicare iniziative già in atto, la Fondazione
ambisce a porsi un passo avanti, inserendosi in quegli spazi che le leggi
ancora non coprono, dove le istituzioni non arrivano.
Com’è strutturato l’ente?
In modo da essere il più snello possibile. La Fondazione è
retta da un comitato di gestione di 9 membri, espressione delle diverse
istanze comunitarie: un nucleo agile, i cui componenti lavorano senza
compenso, in pieno spirito di volontariato, senza impedimenti burocratici
o influenze politiche. Riuscendo a garantire una notevole rapidità
all’azione dell’ente: tra fine gennaio e inizio febbraio,
in un paio di settimane si è arrivati alla costituzione del nuovo
comitato di gestione e alla nomina del presidente. E, con altrettanta
celerità, si è deciso proprio in questi mesi di vendere
12 appartamenti ormai obsoleti, onerosi dal punto di vista della manutenzione.
Operazione che ha poi consentito di acquisire dal Comune un terreno di
3788 metri quadri, edificabile fino a una cubatura di 5578 metri, e capace
di ospitare circa una ventina di nuovi appartamenti. Siamo ancora alla
fase di studio, ma contiamo in tempi rapidi di dare via alla costruzione:
una volta completati, gli appartamenti saranno messi in affitto, e il
ricavato destinato ad assistere le fasce più deboli della popolazione.
In quali campi si concretizza l’azione della Fondazione?
Nell’assistenza domiciliare agli anziani, nei sussidi, nella beneficenza,
negli aiuti per le cure mediche; e poi nei contributi ai centri per anziani,
ma anche alla attività di svago e socializzazione della terza età,
così importanti per il superamento della solitudine. C’è
quindi il versante minorile, con contributi alle scuole materne, elementari
e medie. Si acquista materiale, specie per bambini che necessitano di
supporti speciali (come i disabili o i portatori di handicap).
E per il futuro?
I nostri obiettivi sono chiari: l’adempimento delle indicazioni
testamentarie di quella grande benefattrice che è stata Carolina
Filippi, preservando però il patrimonio per poter proseguire nel
tempo l’attività. E puntando a una grande trasparenza nella
gestione dell’ente: tutti devono sapere come opera e cosa fa. È
nostra intenzione, poi, ampliare la ricerca di rapporti con altri enti
e associazioni, e di approfondire il buon dialogo esistente con l’Amministrazione
Comunale: con lo scopo di coinvolgere il più possibile tutti i
soggetti impegnati nel campo dell’assistenza e del volontariato,
rendendo l’azione della Fondazione sempre più importante
per la comunità di Villaverla.
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