Si è
da poco conclusa la stagione culturale organizzata dall’associazione
Artémis di Vicenza per Villa Ghellini, su incarico dell’assessorato
alla cultura del comune di Villaverla. La rassegna di quest’anno
ha avuto come filo conduttore il tema “Visibile - invisibile”,
esplorato attraverso i linguaggi espressivi più diversi: cinema,
videoarte, teatro, danza, musica, recitazione, pittura, fotografia,
incisione, scultura. Alcune iniziative sono state rivolte anche ai bambini,
come i laboratori di aquiloni e di pittura collettiva, e il fiabesco
spettacolo di teatro di figura. Non sono mancati momenti dedicati al
dibattito, alla riflessione e all’esposizione teorica.
La prima considerazione riguarda Villa Ghellini, che si è dimostrata
anche quest’anno un’ambientazione straordinaria per le proposte
di Artémis. La villa ha continuato a stupire: spazi, angolature,
prospettive sono stati ampiamente valorizzati da un programma sapientemente
studiato e collocato nei luoghi più indicati, tanto che quelli
che ad un occhio poco allenato potevano sembrare difetti, sono diventati
i veri e propri pregi di questo magica ed antica architettura. Durante
l’esposizione collettiva del 21 e 22 giugno, ha colpito la profonda
simbiosi tra alcune opere e le sfumature e i giochi di colore delle
pareti, generati dall’usura del tempo o dalla lunga esposizione
alle intemperie. Altre volte l’attenzione è stata catturata
dal contrasto tra alcune testimonianze artistiche, estremamente raffinate
ed eleganti, ed il carattere di scarnificata essenzialità degli
ambienti, oppure ancora dal suggestivo incontro di linguaggi espressivi
contemporanei con architetture classiche.
Un secondo ambito di considerazione riguarda i contenuti del programma.
Artémis è un’associazione culturale sorretta dal
desiderio di esplorare le potenzialità dei vari linguaggi espressivi
e di tener conto delle sollecitazioni che si possono cogliere dal confronto
e dallo scambio.
La rassegna, che si è sviluppata da maggio a luglio, si è
in gran parte articolata attraverso l’auto-produzione di eventi
sostenuti da uno spirito di ricerca: sono un esempio la Soirée
Satie, dedicata al compositore Erik Satie, l’esecuzione delle
cui musiche è stata integrata dalla visione di frammenti di film
degli anni ’20, o l’happening di musica, danza e video dedicato
a John Cage e Merce Cunningham. E come dimenticare poi l’evento
culminante della rassegna: A perdita d’occhio ci ha regalato esposizioni,
installazioni e performance di una trentina di artisti, ispirati, tra
l’altro, dal contesto incantato della villa. Il programma ha compreso
inoltre gli appuntamenti settimanali con il cinema d’autore, sempre
preceduti da presentazioni estremamente insolite e creative e sostenuti
alla conclusione dal dibattito.
Si è trattato di un programma molto valido, capace di richiamare
un vasto pubblico e di collocare la notorietà di Villa Ghellini
ben al di fuori dei confini di Villaverla, mettendo così in luce
le forti potenzialità della villa stessa quale spazio d’arte.
Le iniziative presentate hanno richiamato un pubblico giovane, che di
solito non si vede alle manifestazioni organizzate dal comune. Ciò
fa ben sperare per il futuro e induce a perseguire il cammino intrapreso,
nella speranza che anche lo spettatore meno abituato possa un po’
alla volta familiarizzare con iniziative inconsuete ma notevoli per
la crescita culturale della comunità.
L’esperienza di Artémis in Villa Ghellini può essere
infine confrontata con iniziative simili presenti in ambito provinciale
e non solo, come ad esempio l’avventura di Azioni inClementi di
Malo, organizzata dall’associazione AtoZ, e che aprirà
i battenti nel mese di agosto. L’originalità della proposta
di Artémis risiede tutta nell’impiego di forze creative
locali: persone capaci di riflettere in vario modo e con esiti diversi
sulle trasformazioni in atto nella cultura e società contemporanee,
e, perché no, di suggerire delle soluzioni insolite alla crescente
necessità di un discorso culturale non standardizzato.